martedì 26 luglio 2016

Tornare a vivere (Marco Emanuele)

Ogni giorno ha la sua pena. L'uccisione del sacerdote in Normandia, durante una funzione religiosa, distrugge ciò che noi consideravamo sacro. Ci sono dei limiti che pensavamo invalicabili, questioni di civiltà, mondi e momenti pressoché inviolabili; eppure non abbiamo più neppure tale certezza. La violenza totalitaria entra dovunque, anche nell'intimità di una chiesa, laddove si sta consumando il nostro incontro con l'assoluto che, così, diventa imminente.

Gli episodi a cui assistiamo quotidianamente non si limitano a farci paura ma ci dovrebbero far capire che "esistiamo" nel crollo di un sistema di valori e nel vuoto politico. A nulla valgono espressioni del tipo "combattiamo questa guerra", "rivendichiamo i nostri valori", "i nostri valori non sono negoziabili", ecc.: il problema è tornare a vivere, nelle meravigliose incertezza e imperfezione che ci caratterizzano, re-immaginando, insieme, i contenuti di una politica complessa e visionaria.

Intanto, fin da subito, è venuto il tempo di chiedere a chi, facente parte della "comunità internazionale", è colluso con questo sistema di morte di finirla con la realpolitik che privilegia gli interessi di parte alla vita.

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