domenica 24 luglio 2016

Prove di visione storica - Totalitarismo tecnocratico (Marco Emanuele)

Appadurai, ne La Lettura (Corriere della Sera) del 24 luglio 2016, sostene che "l'unica condizione universale degli esseri umani è la loro diversità culturale". Parole sacrosante, che ci pongono ancora una volta nella urgenza della mediazione delle differenze, e dei conseguenti rapporti di forza, e della liberazione del progetto umano e di ogni progetto umano. Non può essere, infatti, che alcun fenomeno umano omologhi ciò che è differente; è nel globale come integrazione di infiniti particolari, da comprendere, che si gioca il nostro futuro già presente. E il globale non può più essere governato attraverso gli strumenti di una politica ferma al '900; sempre di più vi è la necessità di uscire dalla logica del governo verticale dei fenomeni storici per privilegiare forme di auto-organizzazione che consentano mediazioni autoctone e liberazione dei contesti locali nei contesti locali e, attraverso sistemi regionali, a livello globale. E' finito il tempo del governo dall'alto anche perché, esaurita la politica novecentesca e mancando una prospettiva di politica complessa, tale governo assume i contorni di un totalitarismo tecnocratico.

Nessun commento:

Posta un commento