Il pesante velo di ipocrisia che ci separa dalla realtà non ci fa vedere quanto siamo degenerati e degeneranti. Le risposte alla "violenza totalitaria 2016" sono ancorate al '900, dunque precarie e a-contestuali. La quotidianità ci mette di fronte a un potere de-materializzato e imprevedibile che ci sconvolge la vita, proprio nei luoghi in cui ci sentiamo più tranquilli, e a poteri ormai totalmente auto-referenziali che, a cominciare da quello politico, si stanno progressivamente svuotando di senso.
Noi "occidentali", troppo impegnati a sventolare la bandiera dello scontro di civiltà, non ci rendiamo conto che coloro che commettono atti mostruosi in nome di un dio malato stanno sventolando la stessa bandiera. In più, la nostra storia recente di "occidente" portatore del presunto bene ci sta crollando addosso; continuiamo a essere ipocriti, a far finta di non vedere, a non voler capire che la vita vive nelle informalità e nelle transizioni, nella complessità e nelle complessità della realtà e di ogni realtà.
Intanto, la violenza totalitaria entra anche nelle nostre chiese, uccide chi crede nel Dio di misericordia, tenta di cancellare l'amore dalla storia sostituendolo con una banale in-differenza.
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