martedì 5 luglio 2016

Dio non c'entra con le nostre miserie (Marco Emanuele)

Diciamolo. Dio non c'entra con le nostre miserie. Cosa c'è di Dio nel fatto che alcuni uomini decidano se altri uomini devono vivere o morire a seconda che conoscano, o meno, alcuni versetti di un libro sacro ? Nulla, c'è solo la responsabilità umana di chi pratica una violenza totalitaria.

Detto questo, è venuto il tempo di entrare nel profondo della parola "religione". Essa, infatti, riguarda sia il senso religioso della vita che l'appartenenza a una religione intesa in senso "istituzionale", di chiesa-organizzazione. Il senso religioso ci riguarda tutti in quanto "persone-mistero", uniche e irripetibili (cosa c'è di più storicamente trascendente dell'amare l'altro come "altro di noi" ?); l'appartenenza religiosa, invece, è un fatto di ciascuno che decide o meno (in libertà) di aderire a una chiesa.

Mi definisco credente e penso che sia troppo facile strumentalizzare il dato religioso a fini di violenza. Significa dire che Dio decide per noi, che noi siamo solo ingranaggi della storia. In questo c'è la banalità dell'esistenza, la sua prosa lineare; ma noi siamo per la poesia della vita, complessa e incerta.

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