Vincono gli istinti primordiali perché sono i primi a nostra disposizione quando non pensiamo, quando esistiamo da esseri umani - ingranaggi e non viviamo da persone umane - soggetti storici (liberi e responsabili).
Limitarsi a esistere significa cancellare la vita, il suo mistero, le sue contraddizioni. E' così che ci costruiamo un film dell'irrealtà nel quale ci illudiamo di custodire le nostre certezze e i nostri valori (roba da museo, da comunità internazionale, da summit globalizzati e ormai inutili, da società civile), la nostra idea di universali culturali che, di fatto, contribuiscono a cancellare gli universi culturali, cioè la vita vissuta (e non soltanto esistita) nei differenti contesti.
Qualcuno potrà risentirsi leggendo queste parole: ma come, si dirà, noi occidentali (abitanti dell'occidente come universale culturale ...), che abbiamo raggiunto un tale livello di sviluppo, dobbiamo rimettere in discussione tutto ciò che siamo ? La soluzione non è mai di buttare via il bambino con l'acqua sporca ma di renderci conto, una volta per sempre, che il mondo non si divide tra civilizzati e barbari ma che alle interconnessioni globalizzate che abbiamo creato servono visioni politiche adeguate ai tempi, che è ciò che oggi manca.
Nessun commento:
Posta un commento