domenica 7 agosto 2016

L'Italia senza classi dirigenti (Marco Emanuele)

Il triste editoriale di Galli della Loggia sul Corriere della Sera di oggi, Quei notabili locali tra soldi e potere, è utile per ritornare sul tema dell'assenza di classi dirigenti (degne di questo nome) nel nostro Bel Paese.

Non per fare retorica, sottolineo che la vera retorica è nell'utilizzo dell'espressione "società civile", laddove quella si è rivelata profondamente incivile e incapace di fare sistema nel cambiamento. Certo, un tempo, i partiti (quelli veri) erano collettivi e formavano classi dirigenti in grado di avere visioni sistemiche. Certo, un tempo, il sistema Paese era formato da corpi intermedi funzionanti e capaci di dare sostanza alla democrazia rappresentativa dei pesi e dei contrappesi. Non era una Italia perfetta, ben lo sappiamo, ma era una Italia con un progetto, capace di fare "miracoli" terreni e frutto di visioni e di un lavoro condiviso e strategico.

L'Italia di oggi è un Paese diverso in un mondo radicalmente diverso. Ciò che manca sono la direzione e i contenuti della democrazia. Ciò che non manca sono la corruzione e il malaffare.

Dimenticavo, un'altra cosa manca: gli intellettuali servitori della verità della realtà. Abbondano, invece, i cosiddetti intellettuali servitori del principe di turno.

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