domenica 7 agosto 2016

Lupi solitari, problema globale (Marco Emanuele)

Ha dichiarato Alain Rodier, la Repubblica di oggi, a proposito degli stragisti solitari in Europa: E' dovuto all'imitazione frettolosa, alla repentina volontà di riprodurre le azioni violente avvenute negli ultimi mesi. Ed è proprio quest'approssimazione nell'azione a rappresentare un pesante rischio globale. E' la grande sfida da affrontare nel futuro.

E' una sfida che chiede un progetto strategico, di civiltà, e paradigmi innovativi. Dietro le parole di Rodier ci sono i mondi-della-vita che evolvono e che non possono essere conosciuti e affrontati (per la sconfitta o il controllo delle minacce asimmetriche) solo in termini di sicurezza e di intelligence. Siamo chiamati a una responsabilità al contempo personale e sistemica; c'è un problema di linguaggio (continuare a parlare di scontro fra civiltà non fa altro che alimentare il pericolo); c'è un problema di conoscenza (tutte le conoscenze devono porsi al servizio di un "progetto di civiltà", per sua natura transdisciplinare); c'è un problema politico, di una politica complessa (oggi completamente assente) che recuperi il concetto e la pratica di mediazione e che lavori a liberare le infinite differenze del progetto umano.

E poi sarebbe il caso di smetterla con l'utilizzo della parola "terrorismo"; qui siamo di fronte al disumano che trionfa su un umano (della giustizia e della libertà) spesso nascosto e dimenticato, all'imprevedibile che si fa reale, alla complessità non compresa che diventa realtà che ci travolge.

E poi, per concludere, attenzione alla parola "futuro". Si tratta di un "presente prossimo", dell'oltre che già ci percorre.




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